TUA NONNA BEVE
TANTO PASSATO POCO PRESENTE NIENTE FUTURO
TUA NONNA BEVE
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due cuori e una capanna
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Certo, il mio amore per te è nato come una protesta di individualista (e quindi d’altera solitudine) protesta contro tutto un clima mosso da un bisogno profondissimo, ma con un significato generale, una lezione per tutti, di non-rinuncia, di coraggio alla felicità. Come questa lezione si tradurrà nell’opera creativa è ancora da vedersi. (…) (…) Se mi mancasse il tuo amore tutta la mia vita mi si sgomitolerebbe addosso. (…) (…) Tu sei un’eroina di Ibsen, io mi credevo un uomo di Cechov.
Ma non è vero, non è vero. Gli eroi di Cechov hanno la pateticità e la nobiltà degli sconfitti. Io no: o vinco o mi annullo nel vuoto incolore. E vinco, vinco, sotto le tue frustate. (…) (…) No, cara, non hai nulla dell’eroina dannunziana, sei una grande donna pratica e coraggiosa, che si muove da regina e da amazzone e trasforma la vita più accidentata e difficile in una meravigliosa cavalcata d’amore. (…)

(…) Ho la tua lettera dal treno – Cara, amore – Ho sempre un’apprensione quando apro una tua lettera e uno slancio enorme di gratitudine e amore leggendo le tue parole d’amore. Il ritratto del giovane P.P. (Pier Paolo Pasolini, ndr) è molto bello, uno dei migliori della tua vena ritrattistica, di questa tua intelligenza delle personalità umane fatta di discrezione e capacità di intendere i tipi più diversi, questa tua gran dote largamente provata nei coetanei. È la stessa dote che portata all’estremo accanimento dell’amore ti fa dire delle cose così acute e sorprendenti quando parli con me di me che ti sto a sentire a bocca aperta, abbacinato insieme d’ammirazione per l’intelligenza, o inconfessabile narcisismo, e di gratitudine amorosa. (…)

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Voglio prenderti scrivendo
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"Poi sei venuta tu,
e t’è bastata un’occhiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
L’hai preso,
hai tolto via il cuore
e, così,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
“Amare uno così?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sarà una domatrice,
una che viene da un serraglio”!
Ma io, io esultavo.
Niente più
giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze,
tanto allegro mi sentivo,
tanto leggero."
'Tu' di Vladimir Majakovskij
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debora-cheyenne:

eve
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sisterwolf:

Moon Lady

n
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colettesaintyves:









Une fille et des fusils (Claude Lelouch, 1964).